Interviste
~ Intervista dell'8 Luglio 2008 pubblicata su TheWriteThing.org ~
Jaida Jones e Danielle Bennett sono le scrittrici del loro primo romanzo pubblicato, Havemercy, uscito a Giugno 2008. Nella nostra prima intervista con le autrici, impareremo di più su come funziona il processo di co-scrittura, com'è scrivere un romanzo fantasy, e molte altre informazioni approfondite sul mondo introdotto in Havemercy.
Cosa vi ha spinto a scrivere un libro insieme?
Jaida: eravamo
entrambe intrappolate in dei lavori estivi super noiosi, e dato che avevo già
scritto qualcosa in collaborazione con un'altra persona in passato e lo trovavo
un modo divertente per far passare il tempo, ho suggerito l'idea a Dani. Non
avevamo previsto di scrivere un romanzo all'inizio - ci stavamo solo divertendo
con dei possibili personaggi e le loro dinamiche. Una volta che ci siamo trovate
a metà del manoscritto e ci siamo accorte che si stava sviluppando una vera
trama, abbiamo deciso di prendere la cosa un po' più seriamente e di vedere se
riuscivamo a finirlo.
Come funziona il processo di co-scrittura?
Dani: prima di iniziare a
scrivere, abbiamo elaborato insieme i personaggi basandoci sulle dinamiche che
ci piacevano di più e che volevano vedere di più nella letteratura. Abbiamo
anche confrontato le nostre idee per quanto riguarda la società su cui volevano
scrivere e il mondo che eravamo interessate a visitare. Dopodiché Jaida ha
cominciato a scrivere. Ha scritto cinque pagine e me le ha mandate; le ho
corrette, aggiungendo qualsiasi cosa ritenessi necessario, prima di continuare e
aggiungere altre cinque pagine. Abbiamo praticamente scritto l'intero libro
così, passandocelo avanti e indietro, mandandoci le pagine ogni volta che
pensavamo di aver detto quello che volevamo—o ogni volta che ci bloccavamo.
Come avete affrontato la creazione dell'universo alternativo in cui ha luogo
Havemercy?
Jaida: abbiamo deciso di basare Volstov sulle nostre vaghe
impressioni della Russia del XIX secolo perché l'atmosfera di quel periodo e di
quel luogo ci hanno colpito molto. In più, ne sapevamo abbastanza da cogliere
il sapore del luogo, ma non così tanto da impantanarsi in ogni singolo
dettaglio, e rimanere creative inventando altri aspetti culturali. Thremedon, la
capitale, era tutt'altra storia, e, in effetti, ci siamo ritrovate in un mare di
dettagli. Quello che volevamo veramente era creare un ambiente dove la gerarchia
e la classe sociale venivano espresse letteralmente dalla topografia della città
stessa: dove le persone di una classe sociale più alta erano letteralmente, non
solo figurativamente, sopra quelle di uno status più basso. Speriamo un giorno
di riuscire a scrivere di più riguardo la città e in particolare riguardo quelle
dinamiche di classe e potere.
Qual è stata la vostra parte preferita da scrivere e perché?
Dani: la
scena dei giochi di ruolo è stata la mia prima volta e non riuscivo a smettere
di ridere mentre scrivevo, ed è stato quando tutto cominciò ad andare bene per
me.
Jaida: mi sono divertita molto con la scena della battaglia
finale. È stata la prima volta in cui mi è piaciuto
scrivere un po' di azione. Fino ad allora, mi sembrava impossibile.
Qual è stato l'ostacolo più difficile che avete affrontato, e come l'avete
risolto?
Dani: ci sono stati molti ostacoli, anche se fortunatamente non
c'è mai stato un blocco dello scrittore—la parte più fantastica della
co-scrittura è che sono sempre ispirata. Ma una delle parti più difficili del
processo era venir rifiutate dagli editori. Eravamo arrivate ad un punto in cui
ci sembrava che Havemercy non avesse
possibilità di venir pubblicato—almeno, non come primo libro.
Così abbiamo
dovuto accantonarlo e scrivere qualcosa di nuovo. È
stato difficile ma era l'unico modo per andare avanti.
Come donne, come vi siete accostate a scrivere una storia
incentrata su personaggi maschili? È stato
intenzionale scrivere una storia principalmente focalizzata su protagonisti
maschili senza nessun personaggio femminile rilevante?
Jaida: Havemercy
riguarda sicuramente personaggi maschili, e un centro maschile di società. Ma
quando abbiamo per la prima volta ideato Volstov, sapevamo che avevamo a che
fare con una società patriarcale. Volevamo avere quella dinamica come sfondo,
insieme ai problemi di status sociale, con la speranza di approfondire nei libri
futuri. Uno dei personaggi che ha disturbato alcune persone è la moglie
campagnola del fratello di Royston, conosciuta come Mme. Ma nella nostra testa,
scrivere lei è stato molto come scrivere Rook, il personaggio principale.
Entrambi sono prodotti di una società in cui i ruoli femminili e maschili sono
prescritti in modo molto specifico, ed entrambi i personaggi, sebbene a diversi
livelli di mobilità, hanno risposto in modo molto simile a questi vincoli e
aspettative. Si può dire che entrambi si sono classificati in risposta alla
società. A causa del nostro interesse a quel tempo, e a causa della trama che
abbiamo progettato per il libro, Havemercy
affronta—o sicuramente ci prova—i problemi della virilità e della sessualità.
Questi erano i problemi che avevamo in ballo per il libro, ma c'è uno sfondo
definito di sessismo che speriamo di mettere a fuoco nel prossimo libro.
È una delle caratteristiche che definiscono Volstov,
ma nessuno dei personaggi del libro era particolarmente adatto a commentarla:
Hal era troppo ingenuo; Royston, di gran lunga più interessato agli uomini; le
specialità accademiche di Thom trattavano tutt'altro; e, ovviamente, Rook non
sarebbe mai potuto essere quello che commenta la condizione delle donne nella
sua società.
Ci sono state alcune recensioni che hanno paragonato la
vostra ambientazione, Volstov, a nazioni reali. La società è stata modellata in
riferimento a una nazione in particolare?
Dani: come ha detto prima
Jaida, Volstov è sicuramente molto simile alla Russia. Volevamo creare un
universo alternativo dove la cultura era influenzata da una gamma più ampia di
vere culture, così invece di rimanere fissate con l'Europa centrale per la
nostra ambientazione fantasy, abbiamo deciso di muoverci ad est. Il nemico di
Volstov, il Ke-Han, è una fusione tra un canato medievale e un probabile
Giappone del XVIII secolo, con qualche elemento storico coreano e cinese gettato
nel mix. È un mosaico di diverse influenze.
Quanta influenza ha avuto la mitologia su
Havemercy? Per esempio, Tycho il Coraggioso e la perdita del suo naso
vengono menzionati in altre storie, con diverse spiegazioni su come è successo.
Le storie più vecchie, forse meno conosciute, sono state un fattore in altre
parti di Havemercy?
Jaida: uno dei personaggi principali,
Hal, è ossessionato dalle storie; e, alla fine, volevamo mostrare in che modo le
storie, non importava quanto fossero bizzarre e, per l'appunto, fantasiose,
influenzavano e cambiavano il corso della vita quotidiana. Così storie come
Tycho il Coraggioso servivano per creare un background mitologico che poteva
quindi, attraverso un personaggio come Hal, entrare in azione nel mondo reale.
Essendo lettrici fantasy, questo aspetto era molto importante per noi!
Da dove è venuta l'idea dei draghi metallici con "anime"?
Dani:
volevamo un po' rivoluzionare il concetto di drago, e dato che entrambe amiamo
l'orologeria e il genere steampunk, abbiamo sviluppato l'idea dei draghi
metallici piuttosto rapidamente. In quel modo, erano quasi robot—ma le storie di
robot più belle sono, ovviamente, quelle dove la linea tra quello che è umano e
ha una personalità e quello che è inumano, metallico, artificiale, è indistinta.
Dato che i draghi erano creati dai maghi, che versavano degli elementi della
loro magia nelle proprie creazioni, ci sembrava giusto che ogni drago avesse le
proprie stranezze, che forse rispecchiavano quelle dei piloti, nello stesso modo
in cui un cane assomiglia al proprio padrone, o viceversa.
C'è un qualche significato speciale nelle città a cui sono stati dati nomi
femminili, o nella scelta di specifici nomi? E per quanto riguarda i nomi
femminili che nascondono degli insulti come, per esempio, "Maria Margravia" (NdT:
il termine margrave sta anche ad indicare una persona dal carattere
insopportabile) o "Cindy" (NdT: in slang questo termine significa prostituta)?
Sembrano nomi la cui intenzione sembra essere quella di evirare come farebbe la
parola "pansy" (NdT: oltre ad essere un nome femminile e il nome di un fiore, la
viola del pensiero, pansy viene usato per indicare le persone
omosessuali) nel nostro mondo. Era quello lo scopo?
Jaida:
come è stato detto prima, la società di Volstov opera sotto un severo
patriarcato. C'è sicuramente una carica di testosterone per tutto il libro, e
quindi un personaggio come Rook ha come paura più grande quella di essere
castrato—ecco perché sono stati scelti un certo tipo di insulti. L'intera
struttura del corpo dei draghi e i suoi membri sono basati sul comportamento dei
pompieri verso le donne quando quest'ultime si sono unite per la prima volta al
corpo dei vigili del fuoco. Tuttavia, quello che io e Dani speravamo di
realizzare era di rivelare che malgrado questo pregiudizio, i draghi, che sono
la chiave per salvare Volstov, e la stessa città sono fondati su una certa
femminilità che è negata a personaggi come Rook, ma tuttavia completamente
inerente al suo stile di vita.
Abbiamo avuto l'idea di "Thremedon" perché ci
sembrava appropriata, uno di quei neologismi che ti rimangono in testa. Danielle
pensava che sembrasse un modo slang per dire "Three Maidens" (le tre fanciulle),
e così l'idea di chiamare ogni parte della capitale con nomi femminili è partita
da lì. Volevamo che i nomi corrispondessero alla rigida struttura sociale, così
la parte più alta della città doveva avere un nome un po' altezzoso, mentre la
parte più bassa, "Molly", è stata chiamata così per Molly Malone (che vende
vongole e molluschi, freschi, freschi oh!). [NdT: per più informazioni su Molly
Malone, cliccate
qui]
Rook in particolare ha una voce molto distinta, e Hal, Thom e Royston hanno
tutti i loro modi di comunicare e pensare. Come avete fatto a mantenere fedele
la voce ad ogni personaggio?
Dani:
Rook era naturalmente il più facile da separare dagli altri, dato che era il più
rozzo. E probabilmente era per questo il più divertente da scrivere! Ma, quando
stavamo elaborando i personaggi, abbiamo trascorso molto tempo prima a capire
chi erano e anche come avrebbero parlato. Dato che volevamo scrivere in prima
persona, mantenere le voci distinte e riconoscibili mentre ci giostravamo tra
quattro punti di vista, era sia liberatorio che estremamente limitante in
termini di mettere tutti i pezzi insieme e decidere con quale punto di vista
proseguire, e dove un personaggio sarebbe dovuto andare.
Per fortuna, ogni
personaggio era abbastanza diverso che non c'era possibilità che un lettore
potesse scambiare Rook per Hal. Qualche volta leggevamo le parti ad alta voce
(includendo accenti buffi) per assicurarci che funzionassero e che ognuna
suonasse differentemente da quella precedente.
La storia secondaria di Rook e Thom è stata un'aggiunta interessante, e ha
dato una spiegazione affascinante al comportamento di Rook. La loro storia è
stata sempre pianificata in quel modo, o è evoluta durante la scrittura? Qual è
la differenza di età tra Rook e Thom? Perché l'uno mente all'altro riguardo a
quello che gli è successo in passato?
Jaida:
fin dall'inizio, abbiamo voluto che Thom e Rook avessero quel tipo di rapporto.
Ha influenzato l'animosità, la violenza e l'estrema emozione dietro la loro
interazione. Abbiamo letto il più possibile su questo tipo di dinamica, dato che
è una cosa che ci ha affascinato subito, e quindi gran parte della loro storia è
stata influenzata da quella prima idea.
Dani: la loro differenza di età è
cambiata un paio di volte—i numeri sono complicati per noi due—ma penso che Rook
sia di nove anni più grande di Thom. Per quanto riguarda le bugie, non c'è mai
stato nulla di più se non confusione e incomprensione. A Molly, le persone
vengono separate ogni giorno, a causa di incendi, o a causa della prostituzione,
delle malattie o di tutte le altre conseguenze della povertà. Nessuno si
interessava di loro abbastanza da aiutarli a ritrovare la propria famiglia, e
soprattutto Rook, che era abbastanza grande da capire come funzionavano le cose,
suppose che quello di cui aveva paura si era alla fine avverato.
Da dove è venuta fuori l'idea del Pozzo? Il Fratello di Regina che ha
confessato il piano del Ke-Han ne faceva parte, o semplicemente lo conosceva e
ha scelto di non dire nulla?
Jaida:
inventare un sistema magico è stato veramente difficile, e l'unica cosa per cui
eravamo caute per tutto il tempo era assicurarci che non sembrasse tutto troppo
intangibile. Volevano una *cosa* solida dove incagliare la magia nella
realtà—dove, letteralmente, legarla alla terra. Tutta la magia scaturisce dalle
acque nel Pozzo, ma a causa della burocrazia, bere direttamente dalla fonte è
(per ovvie ragioni) proibito. Così, se hai una fonte per tutto quel potere, devi
anche avere qualcuno che protegga quella fonte. Ed ecco che entra in gioco la
Fratellanza di Regina.
Dani: speriamo di poter scrivere un altro
libro dove dare più risalto ai Fratelli di Regina, perché avevamo così tante
idee per loro che non si adeguavano a Havemercy. Sono però la cosa di più
vicina ad una "religione" sistematizzata nel regno secolare di Volstov. Il
loro scopo come collettività è, come dice il libro, tenere la bocca chiusa e
dedicarsi alla protezione del Pozzo. Naturalmente, non è così tanto divertente;
il traditore nella Fratellanza, abbiamo deciso, sarà stato probabilmente
persuaso da qualche promessa di libertà. Se non ci fosse stato più Volstov, non
ci sarebbe stato più il Pozzo cui dedicare la propria vita a proteggere. Proprio
un bell'accordo dal suo punto di vista!
Come giovani scrittrici, qual è il vostro consiglio per altri giovani
scrittori che cercano di venir pubblicati?
Jaida: in primis, avere del
feedback dai lettori di cui ti fidi. Non devono essere necessariamente dei
colleghi scrittori. Una delle nostre migliori lettrici è, in effetti, un'artista.
Legge sempre molto attentamente e ci ha dato sempre delle critiche utilissime. Ha
aiutato anche il fatto che le è piaciuto il libro.
Dani: anche quando
lavori con un altro scrittore, c'è sempre un po' di feedback.
È utile avere un diverso punto di vista su qualcosa
che hai scritto, e non bisogna essere troppo timidi a far leggere quello che hai
scritto per sentire l'opinione delle persone.
Tutti abbiamo letto interviste di scrittori in
cui dicono che la cosa migliore che si possa fare per venir pubblicati è leggere
e scrivere il più possibile. C'è qualcosa che nessuno ti ha mai detto ma che
avresti voluto sapere prima di cominciare a scrivere? Qualcosa che avrebbe reso
tutto il processo più facile?
Jaida: vorrei che più persone
avessero parlato dei diversi livelli di editing! Così tanto editing è stata la
cosa più grande che proprio non mi aspettavo. Un libro attraversa così tanti
stadi prima di andare in stampa. Editi un libro da solo con il feedback dei tuoi
lettori; editi un libro un sacco di volte con il tuo agente; ancora un sacco di
volte con il tuo editor; e poi almeno un'altra volta con il tuo copy editor.
Prima avevo questa idea che, una volta finito un libro, era finito, a parte
sistemare qualche errore di battitura qui e là. Non è affatto così,
il duro lavoro di molta gente confluisce nella creazione di un libro. Una volta
superato lo shock iniziale di "Cosa ci ha mai trovato [il mio agente/il mio
editor] in questo libro, se adesso [lui/lei] vuole cambiare così tanto!", è
fantastico sapere che qualcuno è così eccitato per il tuo libro che vogliono
leggerlo quattro, cinque, sei, tutte le volte che ne ha bisogno per renderlo
perfetto.
Possiamo aspettarci altre collaborazioni tra di voi
in futuro?
Dani: Certo! Adesso stiamo lavorando sul secondo libro
per la Bantam Spectra, che è un semi-sequel di Havemercy scritto dal
punto di vista del Ke-Han. E, se siamo fortunate, ci saranno molti altri libri
dopo questo. Teniamo le dita incrociate!