
§
Un giorno
arrivò la
(primavera), e con essa le pulizie primaverili.
(Remus J. Lupin)
ritrovò se stesso proprio
(sotto
il letto):
o dov'era la
(scatola di scarpe).
§
INTERVISTA A JAIDA E RAVE:22/08/2004, realizzata da
Phantomize.
D.
Allora, per compiacere il pubblico allupato, raccontateci dell’origine dello SBP.
Com’è iniziato tutto questo?
JAIDA: All’inizio, c’era questa fic di Rave che avevo visto nella mia
friendslist. Ho pensato che fosse eccellente e, in un momento di impulso
annoiato, le ho lasciato un commento che diceva “HEY DOVRESTI SCRIVERE UN PO’ DI
REMUS/SIRIUS CON ME." (I capslocks sono molto necessari al racconto di questa
storia, perché mostrano la mia incredibile meraviglia.) Con mia grande sorpresa,
anche Rave pensava che questa fosse un’idea elettrizzante, e ha detto di sì. Ciò
ci ha lasciato, ovviamente, con nessuna idea su che cosa fare esattamente, così
io, essendo affascinata dalla forma epistolare, ho suggerito di iniziare con
quella.
RAVE: E’ stato intensamente affascinante. Non potevo resistere. In verità
avevamo già scritto insieme prima d’ora; abbiamo scritto una Lupin/Snape a rate,
molto simile nel modo in cui scriviamo lo Shoebox, nei commenti di uno dei suoi
post. Quindi sapevo che questo avrebbe potuto portare solo all’ingegno. Non so a
chi è venuto pensato di fare le illustrazioni—avevo pensato di fare una specie
di cosa basata su un album di ritagli, così mi ricordo di avere mostrato delle
immagini a Jaida ed ero tutta come “POTREMMO FARE QUALCOSA DEL GENERE CHE TE NE
PARE EH EH??” ma non sono sicura quando abbiamo deciso di farne una cosa
multimediale. Ricordo, però, che dal principio abbiamo deciso di metterci meno
angoscia possibile; sono piuttosto sicura che il motivo fosse il fatto che la
fic originale—quella che Jaida ha commentato—era tipo, l’angoscia te la
schiaffeggiava in faccia ed entrambe non ne potevamo più. Quindi eravamo tipo
“RIDEFINIREMO IL LORO AMORE CON RISATE E BACI” e poi… uhh abbiamo scritto dodici
capitoli.
JAIDA: Ha praticamente preso vita da sola, penso. Ho detto “Dovremmo
renderla epica” e Rave ha detto “Che ne dici di metterci un album di foto” e poi
strada facendo è venuta fuori l’idea multimediale ed eravamo come “SI’.” Penso
sia stato appena abbiamo visto questa magia che si stava creando davanti ai
nostri occhi. Appena ci siano rese conto di quanto ci stavamo divertendo,
volevamo che non finisse mai.
D. E vi aspettavate di ricevere una reazione così forte?
RAVE: Io sicuramente no. Nel modo più assoluto. Cioè, il tempismo è stato
tipo fortuito, nel senso che Nocturne Alley era appena finita, così penso che ci
fossero un sacco di fans spiazzati che cercavano qualcosa da seguire. Ma abbiamo
pensato—beh, ci divertiremo, e possiamo obbligare i nostri amici ad amarla, e
sarà stupendo. Non penso che avessimo mai immaginato che sarebbe diventata così
popolare però. Non cessa mai di scioccarmi.
JAIDA: Personalmente, non mi sono mai aspettata una simile attenzione o
così tanti seguaci. Ho solo pensato che noi (Rave ed io) l’avremmo fatta solo
per far passare l’estate in pigrizia e semi-produttività. Tutto all’improvviso,
dopo aver ricevuto una certa rinomanza, le persone cominciavano a, diciamo, fare
il magnaccia, e poi c’è stata questa esplosione di lettori. E’ stato opprimente
– in senso buono – ma per prima so che non mi sarei mai aspettata questo tipo di
reazione. Ogni giorno mi sveglio con la paura di essermelo solo sognato. Non c’è
nulla di più sorprendente del sapere che così tante persone stanno leggendo
qualcosa che hai scritto, o che così tante persone si stanno godendo qualcosa
che anche tu ti stai godendo.
D. Dove prendete tutte le vostre risorse e informazioni? Non solo sul Mondo
dei Maghi, ma sulla cultura di quel periodo?
JAIDA: Bella domanda. Allora. Beh, quello che so riguardo quell’epoca lo
so dalle letture che ho fatto e, se non so la risposta a qualcosa, chiedo a mia
madre. E’ una persona sempre alla mano. Per quanto riguarda il canon del Mondo
dei Maghi – personalmente, sono assolutamente un disastro con il canon di HP,
quindi faccio continuo affidamento sul Lexicon o chiamo il mio disponibilissimo
cugino e gli faccio domandine puntigliose e gli faccio fare una ricerca, se non
sa già la risposta.
RAVE: Sì. Anch’io sono un disastro con il canon, quindi amiamo il Lexicon.
Il Lexicon è come un Dio per noi. E i nostri genitori. E Google—faccio un sacco
di ricerche su Google. Ogni volta che provo a digitare qualcosa, la piccola
barra auto-completante salta fuori con cose tipo “vestiti punk degli anni 70” o
"1976 Billboard top 50" o cose che hanno molto poco senso. E
http://www.peevish.co.uk/slang, che
è il sito dove prendiamo il nostro divertentissimo slang britannico e modi di
dire. Quindi è meraviglioso. Tuttavia, piuttosto spesso, prendiamo le
informazioni dai lettori diversi minuti dopo che postiamo il capitolo. Sono una
risorsa inestimabile, anche se ci fanno sentire un po’ imbarazzate.
D. Avete solo una premessa di base pianificata della trama e vi affidate alla
creatività man mano che andate avanti, o è tutto quanto ben strutturato?
JAIDA: Beh, abbiamo le nostre idee, dopotutto. E abbiamo certi pezzettini
su cui ci riflettiamo mentre andiamo avanti che finiamo davvero col volerli
inserire a forza. Ma quando abbiamo iniziato, non avevamo alcun piano. La cosa
più simile ad un piano che abbiamo è quando mi siedo come una pazza davanti ad
un blocchetto giallo e butto giù vaghi argomenti da affrontare per diversi mesi,
dato che ogni parte della fic ha un mese specifico. Quindi, i personaggi che
vogliamo scrivere, gli avvenimenti sui quali vogliamo concentrarci, le vacanze –
ecco quel che sappiamo prima che cominciamo a scrivere. Tuttavia la parte
divertente di tutto ciò è la spontaneità e scoprire cosa fare in seguito nel bel
mezzo della scrittura è quello che rende la scrittura così godibile.
RAVE: Jaida è bravissima con la pianificazione. Non ho mai la minima idea
di cosa fare in seguito—ho idee su, sai, le battute che voglio usare, o
un’interazione che voglio orchestrare, ma raramente sono consapevole di dove si
stia dirigendo la storia. Di solito ci diamo un incipit—potrebbe essere semplice
come “è Natale!”—e lasciare che i bei momenti volino via, come si dice. Sono a
mala pena a conoscenza dell’esistenza di una struttura complessiva, non ho la
capacità di pensare in quel modo. Quindi, sì – adoro la spontaneità della fic.
E’ un eccellente esercizio per uno scrittore, lavorare sul momento con i colpi
di scena o gli eventi che completamente spuntano fuori dal nulla, così il
procedimento non diventa mai noioso.
D. Avete creato un intero mondo dentro la vostra storia. Ci vuole un sacco di
autodisciplina. C’è qualche soffiata che volete condividere con noi sulla vostra
esperienza di scrittrici?
JAIDA: Non penso che abbiamo fatto chissà quale lavoro di creazione – per
quanto può essere lungo, enorme e strabiliante, è ancora il mondo della Rowling.
Sono ancora i personaggi della
Rowing. E’ la nostra interpretazione, ma tutto
quanto è ancora un’invenzione della Rowling, è solo il nostro modo di farne
omaggio. Amiamo i personaggi, e
vogliamo onorarli. Ci piacciono i libri, e vogliamo onorarli.
Ha la nostra traccia di interpretazione, ma davvero,
non potrà mai essere nostro.
RAVE: Concordo. Tutto quello che abbiamo fatto è giocherellare come
bambinette iperattive in un mondo stabilito – e anche così, non abbiamo molta
autodisciplina. Per esempio, avevamo da fare alcune correzioni a metà strada
riguardo il canon che ci hanno obbligato a fare dietrofront sulla nostra linea
temporale e a scrivere eventi a cui ci eravamo già riferite; riusciamo ad
essere abbastanza inconsistenti e sbadate nei confronti delle realtà del mondo
della Rowling. La disciplina non è decisamente il nostro forte. Quindi non siamo
nella posizione di offrire soffiate – tranne che, sai, non investire nei
monopattini. Te lo posso dire ora:
quel mercato sta chiudendo.
JAIDA: Non ne avevo idea. Ti avrei
detto di comprare, comprare, comprare. Mostra quante cose so.
RAVE: Ew. I monopattini sono così goffi. Tutti i fighetti stanno
ritornando ai pattini a rotelle. Il tipo con le chiavi.
JAIDA: Evidentemente, vivo sotto una roccia. Ecco perché nessuno
dovrebbe prestarmi attenzione.
D. Come decidete chi scrive cosa? Ci sono particolari personaggi/scene che un
autore preferisce scrivere?
JAIDA: All’inizio facevamo un sacco di ciance su come arrangiarla – il
problema con un sacco di fic co-scritte è la prospettiva, dopotutto, e mentre
era facile nelle lettere cambiare prospettiva, o piuttosto era necessario, la
storia, il dialogo, l’azione non può cambiare prospettiva continuamente, perché
lascerebbe i lettori storditi. Quindi, per fortuna, le nostre caratterizzazioni
dei personaggi erano compatibili. Avevamo le stesse idee e i nostri stili di
scrittura si adattavano a vicenda in modo davvero, davvero rapido, per poi
formare questo stile basato sul tempo presente, velocizzato e concentrato sul
dialogo che vedete oggi. Ora che
abbiamo capito veramente cos’è che stiamo facendo.
Però, quando si tratta delle lettere, Rave è Sirius
e io sono Remus. Gli altri
personaggi tendiamo a gestirli a casaccio.
RAVE: Già. Si possono vedere un sacco
di esperimenti e errori—la seconda parte, che era la nostra prima vera trama che
avevamo scritto insieme, è così enormemente diversa dal formato che usiamo ora.
Avevamo idee molto chiare sui personaggi su cui ci sentivamo sicure, e adesso
penso che cerchiamo di miscelare un po’ meglio. Però la cosa complementare non è
totalmente sparita dal nostro metodo. Molte volte, se lavoriamo nella
prospettiva di un personaggio come Remus, io mi concentro unicamente sulle
azioni e il dialogo e poi Jaida può dare una ramazzata a quello che ho scritto e
ornarlo con la prospettiva di Remus, perché non credo di riuscire a entrare
nella sua testa come fa lei. E poi a volte do io la ramazzata e perdo tempo con
Sirius. Ma riusciamo a trovarci d’accordo su tutti gli altri personaggi—le
nostre idee sono, ovviamente, leggermente diverse, ma è una buona cosa, penso.
Ci obbliga a svegliarci e tipo avviarci a cavallotto per adattarli.
Sto parlando a vanvera. Aspetta, mi
metto a lavare il pavimento.
JAIDA: A dire la verità, io sto spolverando il salotto. Quanto siamo
casalinghe!
RAVE:
AGHN okay sai una cosa, posso offrirti una soffiata dopotutto: non comprare
Clorox. Lo so che sembra una
buona idea. E’ una scopa per lavare i pavimenti, dici, ed è già pronta all’uso!
Posso tenerla nella mia stanza al dormitorio e
non occuperebbe spazio! Non devo usare un cestino o altro! Ma fa schifo e fa
venire il pavimento a strisce e devi lottare solo per spingerla in avanti. Una
normale scopa per lavare i pavimenti non ti farà soffrire così tanto.
Grazie per l’attenzione.
JAIDA: Un’altra soffiata – Swiffer? Ti
si increspa sulle dita e ti fa finire la polvere sotto le unghie. In altre
parole: sposa un riccone e prenditi una domestica.
D. Rave, i tuoi disegni sono
veramente fantastici. Hai preso lezioni o è
solo una cosa “fai da te”?
RAVE:
Oh, grazie mille! Perbacco. Um. Beh, non ho
mai preso lezioni prima del college—quest’anno frequenterò il secondo anno—a
parte che, sai, la pittura con le dita in prima media e così via. Disegnare non
è mai stato qualcosa che facevo molto; cantavo e scrivevo, e quelle erano le Mie
Cose, e poi scarabocchiavo nei miei libri di testo e più avanti di così non
andavo con l’arte. In parte perché non avevo tempo, e in parte perché erano così
rare le occasione in cui producevo qualcosa di degno, che potevo scuotere le
mani modestamente e dire “Oh, beh non è un gran che, cioè non ho mai preso una
lezione in vita mia.” Purtroppo, non posso dirlo più. Lo scorso semestre ho
frequentato una classe introduttiva al disegno, e l’ho amata così tanto che
penso che ora potrei essere una studentessa d’arte. Il che è l’ultima cosa che
mi sarei mai aspettata di essere. A questo punto, però, disegno quasi
costantemente—quindi non è affatto una cosa inaspettata—e disegno qualche figura
e faccio sketch delle persone in strada e leggo quei libri tipo “Anatomia per
Persone Stupide” e metto un sacco di bracciali e faccio molta baldoria.
Quindi, sai, sì e no.
D. Jaida, sappiamo che hai
intenzione di continuare nel campo creativo dello scrittura come carriera, ma
c’è qualcosa del passato che vorresti condividere? Storie o fan fictions passate?
Come sei diventata così esperta?
JAIDA:
Beh, credo di scrivere fantasy da quando qualcuno mi ha detto che gli era
piaciuta una delle mie storie ORRIPILANTI, mediocri, da sfigata di prima media.
Per lo più, mi considero una poetessa, e mi sono più concentrata sulla poesia nei
miei studi. In verità non scrivo fiction originali. La fan fiction è qualcosa
che faccio da quando ho undici anni e ho scoperto che era permessa, ma penso
davvero che la cosa migliore dello scrivere sia che puoi solo migliorare. Scrivo
da anni e riguardo sempre qualcosa che ho scritto pochi mesi fa e mi faccio
piccola piccola. E’ questo che ti fa continuare a lavorare sul tuo stile e sul
tuo mezzo espressivo, per perfezionarti, per migliorarti, così non diventi mai
trita e ritrita. Un poeta una volta mi ha detto, “quando sarai soddisfatta con
quello che hai scritto, allora avrai concluso.”
Cosa che penso sia in parte vera.
Penso che se riguardi qualcosa che hai fatto sei mesi
fa e sembra invece qualcosa che hai fatto ieri, allora forse sei nei guai. E’
tutto focalizzato sulla pratica, pratica, pratica! E sullo scrivere sui
fazzoletti, perché l’ispirazione arriva sempre quando ti dimentichi il
blocchetto.
D. Litigate mai su quali scene
illustrare?
JAIDA: Non litighiamo mai. Siamo ancora in luna di miele.
RAVE:
Il mio orsacchiotto è così elequente. A dire le verità, è un po’ inquietante il
fatto che non litighiamo mai. E’ molto Stepford (ndT: si riferisce a
questo film).
JAIDA: Immagino che un giorno impazzirò, la farò a pezzi e la metterò nel
frigo. Oppure la farò finalmente impazzire e mi troveranno a faccia in giù con
un gigantesco tridente nella schiena.
Ma finora, nessun omicidio. E’ un record
per me.
RAVE: Adesso sono davvero spaventata. La prossima domanda.
D. Collaborate di persona o
via email, MSN, telefono?
JAIDA:
Email e MSN, per lo più, sebbene sia conosciuta come quella che inonda il
cellulare di Rave con sms di inanità.
RAVE: Ho paura del telefono. Gli sms sono tipo i messaggi su MSN, quindi
penso a loro come un mio allenamento personale per il telefono; sono molto
utili.
JAIDA: Anch’io ho paura del telefono. Il telefono tiene conto di silenzi
incredibilmente dolorosi e poi parlare quando qualcun’altro inizia a parlare e
generalmente un mondo di intenso imbarazzo che sinceramente non voglio
affrontare a meno che non sia assolutamente necessario. Quindi tramiamo e
scriviamo attraverso MSN il più possibile e, quando non è possibile, via email.
In effetti Rave non sa la verità su di me perché non ha mai sentito la mia voce:
in realtà sono un uomo d’affari quarantenne di nome Doug.
D. Di media, quanto tempo vi ci vuole per mettere insieme un capitolo?
JAIDA: Una volta che abbiamo una solida parte di tempo libero scriviamo
ad una velocità pazzesca. Solo ieri ho scritto novemila parole – il che è la
grandezza media di un capitolo. Ne sono felice, e perciò incapace di
generalizzare le lunghe e tormentose ore quando siamo separate.
RAVE:
Già. E poi aspettiamo venti milioni di anni
così posso affrettarmi a finire i disegni alle 11:15 di giovedì notte.
JAIDA: Davvero, Rave è l’eroe. Io sono solo la strana lampreda a forma di
Jaida che si aggrappa al suo talento e le succhia la vita dall’orecchio.
RAVE: Oh sì. Spesso trovo che essere meravigliosa sia molto difficile per
me.
JAIDA:
E’ difficile per tutti noi.
D. Qual è il vostro capitolo/i preferito
dello SBP finora?
RAVE: Dio santo. Beh, generalmente qualunque parte che scriviamo mi
sembra il Miglior Capitolo Mai Scritto. Però devo dire che provo un amore insano
per l’extra del capitolo 9, quello del flashback dei Malandrini che provano per
la prima volta a diventare Animagi nel terzo anno. Penso sia perché ci sono
pochi personaggi e tanto divertimento a scrivere come un cane parlante, e quando
è un cane parlante nel corpo di uno dei miei personaggi preferiti, non può che
essere fantastico. Cioè, è impossibile per me non aver amato la stesura di
quell’extra. Sono anche una grande fan dell’episodio dei Malandrini, “Hai Paura
del Buio.”
JAIDA: Concordo – la parte che stiamo scrivendo al momento è spesso
quella migliore, nella nostra testa, perché è nuovissima e ci stiamo divertendo
un sacco con essa. Ma il mio
cuore apparterrà per sempre all’extra del capitolo 9, e anche alle conversazioni
sul sesso. Perché ricordate, gente –
l’orribile, straziante dramma che è la vita adolescenziale è davvero buffo,
quando non si tratta della tua che devi atterrire e straziare.
D. Come fate a fare la calligrafia diversa per ogni Malandrino?
RAVE: Beh, la calligrafia di Sirius è più o meno come la mia, ma più
ordinata. Che cosa triste, eh? Scrivo come un uomo. E’ imbarazzante. La
calligrafia illeggibile di Peter è realizzata con il conficcare una penna nel
foglio e scrivere come un presbite con la lingua che esce da un lato della
bocca, ecco come mi piace immaginare Peter che scrive. Lily è la copia sfacciata
della calligrafia molto carina e molto femminile della mia migliore amica. Non
ho la minima idea di come J. riesca ad avere una calligrafia così stupenda e
mutevole—calligrafia era la materia dove andavo peggio alla scuola del convento.
JAIDA: Le mie risate sono forti e relativamente confuse. Sono sempre
stata invidiosa della calligrafia di Rave; le variazioni che riesco a fare
sembrano sempre impallidire in confronto a lei. Remus è l’unico che è facile –
Remus è la mia calligrafia, solo che mi prendo del tempo per assicurarmi che sia
sempre leggibile, non occasionalmente decifrabile. Ho sboccato sangue per fare
la calligrafia di James. Per Remus e James uso una normale penna colorata, per
rendere la scrittura liscia. Quella di Severus coinvolge una biro e scrivo come
i più grandi secchioni che conosco; volevo anche che la sua calligrafia
sembrasse storta e sottile come un filo di ragnatela, come qualcuno abituato a
scarabocchiare note sulle Pozioni ai margini. Gideon e Fabian richiedono l’uso
di una penna più grande, essendo la calligrafia di Gideon molto larga e quella
di Fabian molto ordinata e alquanto femminile. Capite quel che volete capire.
Quella di Gazza è la più divertente perché è analfabeta. Quella di Silente è la
più difficile, ci ho messo 45 minuti a scrivere una dannatissima lettera. La mia
scuola non mi ha insegnato a scrivere. Quella di Sophie è venuta fuori dal nulla
ed è stata aiutata dal fatto che la penna era rossa e che dopo ho baciato il
foglio con un rossetto assolutamente orrendo che mi ha imbrattato tutta la
faccia.
D. A quale personaggio pensate di assomigliare?
RAVE: Beh, ehm. Odio dirlo, ma nella mia competenza e nel mio generale
vagare allegramente nella vita senza alcuna connessione ad essa, sono
probabilmente un Peter. Con un pizzico di intellettuale litigiosità di Lily.
JAIDA: Sono una combinazione tra Remus – perché sono socialmente inetta e
non so neanche cosa comprare ai compleanni e, al primo segno di conflitto, cerco
subito un libro – e Fabian – a causa dell’ossessione per i bei capelli.
D. Quale personaggio è stato il più difficile da scrivere/disegnare?
JAIDA: Devo dire che i ragazzi nelle loro forme animali in Smarrire Moony
è stato davvero, davvero difficile. In effetti non sappiamo come sia essere un
cane o un topo o un cervo e abbiamo passato un periodo molto lungo e doloroso a
scriverlo.
RAVE: Concordo senz’altro. Quella era una di quelle volte in cui il
piccolo editore che si cela nella mia testa stava strillando “Scrivete quello
che sapete! Scrivete quello che saaaaaaaaaapete, cretine!” ma è stato un bel
periodo. Per quanto riguarda i disegni, in effetti ho avuto parecchi problemi a
fare James, non importa quante volte lo faccio. Ecco perché il suo viso cambia
radicalmente in ogni disegno. Di solito non sono i personaggi individuali che
sono così difficili da disegnare, più che altro è sempre, sempre difficile
disegnare un personaggio conforme che ha un aspetto diverso da un altro
personaggio conforme. Imbroglio con le pettinature.
JAIDA: Sei incredibile.
Sciò. Sciò!
D. Una domanda necessaria: Malandrino
preferito? Personaggio non-malandrino preferito?
JAIDA: Questo è quel tipo di domanda cui non posso nemmeno sperare di
rispondere. Amo tutti quanti.
Ma finché le orecchie dei personaggi sono
coperte: sarò sempre parziale nei confronti di Remus.
Sempre, sempre. E’ solo il modo in cui
sono cablata. Ho anche amato scrivere più di
qualsiasi cosa Gideon e Fabian, quindi si prendono il mio voto non-malandrino,
anche se dovrebbero essere considerati membri onorari della via Malandrina.
PS: la McGonagall è una potenza.
RAVE:
Sono un po’ I fondatori della via Malandrina, quindi sono quelli che contano. E,
sì, li amo tutti ugualmente, eccetto che penso di amare Sirius e James un
pochettino di più. Non posso dirti perché, e mi rendo conto che è orribile
selezionarne due e uno di loro non è Remus, che chiaramente amo. E’ solo
qualcosa che non riesco a spiegare e penso che abbia a che fare con tutti quei
libri sui Ragazzi Coraggiosi che ho letto quando ero giovane. Non-Malandrini—se
parliamo di tutto il canon, adoro i gemelli Weasley; se parliamo dello Shoebox
(e, siamo onesti, anche lui è canon), Minerva McGonagall è uno dei miei eroi
personali.
JAIDA: Sì. In effetti prima rispondessi a quella domanda ho scritto che è
una potenza. Un giorno dovremmo scrivere le grandi avventure di Minerva
McGonagall. Difenderà la causa della via del tartan (ndT: tessuto a quadri
scozzese)
RAVE: Oh mio Dio, dovrebbe assolutamente mettersi con William Wallace (ndT:
eroe scozzese. Riguardatevi "Braveheart").
JAIDA: Okay, quindi abbiamo senz’altro i diritti su quella fic. Ne avete
sentito parlare qui per primi.
D. Vedremo più Sophie in futuro?
RAVE: Spero di sì! Potrebbe fare un cammeo davvero imbarazzante come
fisica nucleare o spogliarellista o qualcos’altro. Però non abbiamo mai avuto
l’intenzione di farne un personaggio regolare.
JAIDA:
Sì, cioè, sai. E’ la ragazza bona. C’è sempre
una ragazza bona nella vita di tutti, normalmente, sai, e non rimane mai. Viene,
va, inizia un ragazzo all’età adulta. Oppure, le rubano le mutandine e si
domanda che diavolo hanno il signor e la signora Potter.
Ma! Chissà.
Potrebbe ritornare, se la trama lo richiede.
D.
Includerete mai Peter/Toast/Melassa/Elfo Domestico?
JAIDA: Non so nemmeno cosa questo significhi.
RAVE: Sai, odio dire “non accadrà mai” riguardo qualcosa, perché, hey,
spontaneità e portare i personaggi dove vogliono andare e così via, ma quello
non accadrà mai.
JAIDA: Pensa che sega causeranno gli Attivisti dei Diritti degli Elfi
Domestici. Noi non andiamo in cerca del disastro. Siamo abbastanza sagge da
sapere che questo è un brutto piano.
D. Avete cose future pianificate, per esempio riguardo l’Ordine, ecc?
JAIDA: No.
RAVE: Sì.
JAIDA: Moo.
RAVE: Ha ha ha.
D. Il fenomeno “fandom nel fandom” ha influito i vostri piani (se ci sono)
per la conclusione futura dello SBP?
RAVE: Sai, la domanda sarebbe più semplice da rispondere se avessimo dei
piani per la conclusione futura dello SBP.
JAIDA: Io avevo qualche piano e poi Rave ha minacciato il suicidio così,
sai, attualmente abbiamo due scrivanie disordinate e nessuna risposta.
RAVE: ERANO BRUTTI PIANI. PIANI BRUTTISSIMI.
JAIDA: Erano geniali. Erano piani genialissimi. Tuttuvia, concordo che
alla fin fine la morte sarebbe stata l’unica risposta.
Quindi andremo avanti!
D. Avete progetti futuri in serbo? Dato che questo è diventato un simile
enorme successo.
JAIDA: Vogliamo scrivere insieme una fiction originale. COMPRATE IL
NOSTRO LIBRO. COMPRATE IL NOSTRO LIBRO. COMPRATE IL NOSTRO LIBRO.
RAVE:
Già, in effetti abbiamo qualche idea per il nostro COMPRATE IL NOSTRO LIBRO
progetto di fiction originale, probabilmente qualcosa che proveremo a fare
durante il COMPRATE IL NOSTRO LIBRO Mese Nazionale di Scrittura Romanziera di
quest’anno, dato che Jaida COMPRATE IL NOSTRO LIBRO è impelagata con le persone
importanti della Scholastic, ma ovviamente sarà abbastanza diverso dallo
COMPRATE IL NOSTRO LIBRO Shoebox, perché ci dispiacerebbe usare COMPRATE IL
NOSTRO LIBRO la popolarità di una cosa per, sai, COMPRATE IL NOSTRO LIBRO il
guadagno monetario di un’altra.
Ci saranno i pirati.
JAIDA:
E zingari giramondo e un sacco di ricette. Scherzi a parte, probabilmente avrà
lo stesso stile dato che abbiamo solo quello, ma non sarà in alcun modo
affiliato con la Rowling o con una delle sue creazioni. Sarà al 100% originale,
non saremo citate in giudizio, e speriamo di ricavarci qualche soldo perché
sarebbe molto molto gradevole e sono povera. Quindi dovreste comprare il nostro
libro.
D. Diteci, come siete entrate nel
mondo di Harry Potter, e perché lo slash?
RAVE: Beh, io conoscevo Harry Potter prima che entrasse nel mainstream e
diventasse così famoso. No, sul
serio. Le persone gentili alla libreria per
ragazzi del mio vicinato mi ha raccomandato una copia del primo libro per mio
fratello che allora aveva otto anni, che gli ho prontamente rubato e divorato.
Non ho ricordi di quando sono entrata nel fandom di HP.
Sul serio, non so come sia successo.
Ma in qualche modo, durante un periodo da
dimenticare di due anni, ci sono entrata, e poi ho scritto una fic di quindici
pagine sui Malandrini con Mary Sue ed era un’epica dell’orribilità; poco dopo ho
scoperto le NC-17 fic; poco dopo sono incappata in qualche fic slash di Grim
Reaper su uno di quei YahooGroups e di colpo ne ero una fanatica. All’inizio mi
vergognavo veramente del mio amore, e poi mi sono lentamente resa conto che ciò
che pensavo fosse disgusto era in realtà amore sotto copertura. Lo slash tendeva
a concentrarsi di più sulle amicizie tra questi ragazzi—penso che un sacco delle
fic eterosessuali a quel tempo, incluse le mie, sollevassero queste amicizie
così che gli OC (Out of Character) potessero scambiarsi gli interessi romantici
con allegra convenienza. E quell’attenzione sull’amicizia, dove le relazioni
sentimentali erano una conseguenza piuttosto che un problema separato, portava
ad una dinamica molto più interessante e molto più divertente da leggere alle
storie. In più, devi ammettere, che gli interessanti e sviluppati personaggi
femminili della Rowling sono—o almeno erano—pochi e distanziati fra di loro, e
nell’era dei Malandrini Lily in particolare è molto sola. Quindi l’unica
relazione eterosessuale che i miei personaggi preferiti potevano avere doveva
coinvolgere o completi OC o OC con nomi canon.
E la maggior parte di quelli erano
orrendi. Lo slash era così fico. E diverso.
Persino ribelle.
JAIDA: Ero nel mondo dello slash ancor prima di conoscere Harry Potter.
Sono stata cresciuta nei quartieri poveri di una città, nell’Isolato Anime, dove
supportavo un ragazzo animato con il suo acerrimo nemico o con il suo stupendo
partner o con il suo migliore amico sessualmente confuso. In effetti ho scoperto
Harry Potter attraverso gli anime, attraverso un’artista giapponese, di cui non
ricordo il nome, che disegnava queste stupefacenti immagini di Remus e Sirius, e
ho pensato “Aspetta un attimo. Questa sì che è un’idea.” Così mi sono
letta il Prigioniero di Azkaban in un giorno. L’idea è permasa per un po’;
ascoltavo un sacco di Duran Duran e riflettevo, e leggevo qualche fic e
riflettevo, e mi mangiavo una mela e riflettevo. E poi ho avuto questa febbre
tremendamente alta e ho scritto trenta pagine di
Coeur de Loupe in un giorno
all’età di tredici anni. E’ una fic orribile e il canon del quinto libro ci ha
messo un gigantesco escremento sopra, ed è abbastanza chiaro che è stata scritta
da una sciocca tredicenne, quindi non ne parliamo. La parte importante è che, ad
un certo punto, sono stata risucchiata dal fandom, scrivendo un sacco di
one-shots su Remus e Sirius. Non ho mai sviato dal sentiero di Sirius e Remus,
eccetto le volte in cui scrivevo qualche Snupin e i miei amici mi guardavano di
traverso, così ho smesso. In generale ho fatto il buono e il cattivo tempo con Harry
Potter, ma dopo la scorsa estate, quando mi sono fatta un sacco di amici nel
fandom, e ho scoperto il fandom in generale, mi sono infiammata sempre di più.
Il buon veliero continua a navigare, nonostante Sirius sia morto e Remus
probabilmente metterà su un milione di chili dato che il suo meccanismo per
affrontare le cose sembra coinvolgere un’ossessiva abbuffata di cioccolata,
quando succede qualcosa di male. Effettivamente ti fa sentire meglio, Remus, ma
allora drogati. Ed ecco la mia storia.
RAVE: Se Remus diventa un eroinomane, io piangerò. Perché mi hai messo
quest’idea in testa?
JAIDA: Oh, boh. Ormai è fatta.
D. E per ultimo, tra le domande richieste, questa era la favorita: Sirius
troverà mai il diario dei sogni?
JAIDA: A dire la verità, Remus l’ha bruciato. Perché se non l’avesse
fatto, Sirius l’avrebbe trovato, e Remus non è uno stupido. Sirius non l’avrebbe
mai lasciato in pace con la faccenda della brachetta, e ancor di meno con la
parte del vestito.
RAVE: Ma quello che Remus non sa è che Sirius ha in realtà una brachetta
del XVI secolo nascosta nel suo kit per la rasatura.
JAIDA: Il tempo della scoperta è vicino. E’ tutto quello che dirò.